In un luogo in cui il tempo vuole essere vissuto pienamente, anche la scuola non è un luogo di imposizioni o verifiche, ma una casa del pensiero e della consapevolezza in cui non si impara per dovere ma per il desiderio di comprendere e poi agire.
Le aule non hanno banchi in fila, ma cerchi in dialogo; gli insegnanti non sono autorità da temere protetti dalle loro cattedre, ma guide che aiutano a chiamare le cose con il loro nome, perché spesso i bisogni si nascondono dietro parole sbagliate, emozioni confuse o aspettative distorte.